lunedì, 22 maggio 2006
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sabato, 20 maggio 2006

 

"pensare al'anima - non per salvarla, ma per goderne"

dice il poeta

postato da: settesoli alle ore 08:13 | Permalink | commenti (2)
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martedì, 09 maggio 2006

LA CANçO DEL LLADRE

Quam jo n'era petitet
festejaba i presumia,
espeardenya blanca al peu
i mocador a la falsia.
Adèu, clavell morenet!
Adèu, estrella del dia!

I ara, que ne sóc grander,
m'he posat a mala vida.
Me só posat a robar,
ofici de cada dia.
Adèu, clavell morenet!
Adèu, estrella del dia!

Vaig robar un traginer
que venia de la fira,
li prenguí tots els diners
i la mostra que duia.
Adèu, clavell morenet!
Adèu, estrella del dia!

Quan he tingut prou diners,
he robat també una nina,
l'he robada amb falsedat,
dient que m'hi casaria.
Adèu, clavell morenet!
Adèu, estrella del dia!

La justicia m'ha pres
i en presó fosca en duia.
La justicia m'ha pres
i em farà pagar amb la vida.
Adèu, clavell morenet!
Adèu, estrella del dia!

Per i chitarristi, è notissima la versione elegantemente armonizzata dal chitarrista Miguel Llobet, ma pare che pochi esecutori conoscano il testo della canzone, così come delle altre canzoni popolari catalane...sarebbe auspicabile conoscerli per capire meglio il loro quid, e renderle meno banali di molte esecuzioni che si sentono in giro!

Cercatevi la versione di Ferran Savall (si, il figlio del leggendario Jordi!) nel cd "Du temps e de l'istant", davvero motlo bella e "soul"

Boa vida

postato da: settesoli alle ore 19:43 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 06 maggio 2006

Nel quartiere di Edo, si usa una specie di cestino da prnzo intrecciato, che viene adoperato un solo giorno nelle passeggiate primaverili. Al ritorno, lo si getta via calpestandolo.

La fine è importante in tutte le cose.

postato da: settesoli alle ore 15:34 | Permalink | commenti
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domenica, 23 aprile 2006

What, if a day...

Non uscirò mai da questa foresta.Dio solo sa dove mi ha portato quella bestia maldetta. Pensavo di averla uccisa, e qui ci sono tracce di sangue.Ma ora pare sia scomparsa. Penso di essermi perso, e i miei bracchi non riusciranno a trovarmi.

Ho sentito qualcuno piangere...

postato da: settesoli alle ore 20:02 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 13 aprile 2006

"Narciso vivrà fino a tarda età, purchè non conosca se stesso."  Tiresia

Fantastico! Se vogliamo, questa frase può trascendere il narcisismo comunemente inteso. Potrebbe, inizialmente, parere una forzatura, ma forse non lo è...Abbiamo il CORAGGIO di conoscere noi stessi? Siamo fatti di materia così inconsistente, ma allo stesso modo così abissale che, conoscendoci, potrebbo vacillare guardando giù dal ciglio del baratro. Potremmo non vivere così a lungo...

Scavare troppo, tuttavia, non lascia terra per piantare i fiori, i quali, si sa, si nutrono delle e nelle viscere oscure della terra...

SPECCHIO RECONDITO – NARCISO II

 

Crolla caldo sangue dal naso

 

sulla terra piastrella ocra.

 

In questo petalo di respiro

 

Si riflette forse la mia immagine

 

Interiora.

 

La mia mente vacilla pensando allo sviluppo del discorso...ma ho troppo sonno per tremare. Voi che pensate al riguardo, fratelli e sorelle? Boa Vida

postato da: settesoli alle ore 22:15 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 07 aprile 2006

INCEDERE COME FOLLI

(LUIGI IX)

 

 

 Per quanto mi volga

attendendo che il fato mi porga verdi strade,

tutte hanno già esperienza.

Posso concedermi l’originalità

di non saperlo. 

 

Percorrendo il sentiero

le voci passate mi evocano

lasciandomi credere che lo sciamano

sia io.

 

 

 

 

Trieste, 27-3-2006

 

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domenica, 02 aprile 2006

FORLORN HOPE

 

L’uomo è perduto.

Tutto è perduto.

 

Perso il cuore

Perso il lavoro

Perso il cibo

Perse le fondamenta

Persa l’acqua

Persa l’arte

Perso il corpo

Perso il respiro

Perso il cielo

e la terra.

 

La speranza è perduta.

Tutta è perduta

 

…ma perso ho anche la paura

di chi ha nascosto ciò che ho perso.

 

“La paura è persa!

 

Tutto è perduto!”

 

dirà vedendo i miei occhi

mentre, suono in resta,

mi schianterò su di lui.

postato da: settesoli alle ore 10:26 | Permalink | commenti
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domenica, 19 marzo 2006

 

LA BALLATA DELL'ESILIO 

        Perch'i' no spero di tornar giammai,
       ballatetta, in Toscana,
       va' tu, leggera e piana,
       dritte'a la donna mia,
5      che per sua cortesia
       ti farà molto onore.

         Tu porterai novelle di sospiri
       piene di dogli' e di molta paura;
         ma guarda che persona non ti miri
10     che sia nemica di gentil natura:
         ché certo per la mia disaventura
       tu saresti contesa,
       tanto dal lei ripresa
       che mi sarebbe angoscia;
15     dopo la morte, poscia,
       pianto e novel dolore.

         Tu senti, ballatetta, che la morte
       mi stringe sì, che vita m'abbandona;
         e senti come 'l cor si sbatte forte
20     per quel che ciascun spirito ragiona.
         Tanto è distrutta già la mia persona,
       ch'i' non posso soffrire:
       se tu mi vuoi servire,
       mena l'anima teco
25     (molto di ciò ti preco)
       quando uscirà del core.
         Deh, ballatetta mia, a la tu' amistate
       quest'anima che trema raccomando:
         menala teco, nella sua pietate,
30     a quella bella donna a cu' ti mando.
         Deh, ballatetta, dille sospirando,
       quando le se' presente:
       - Questa vostra servente
       vien per istar con voi,
35     partita da colui
       che fu servo d'Amore - .

         Tu, voce sbigottita e deboletta
       ch'esci piangendo de lo cor dolente
         coll'anima e con questa ballatetta
40     va' ragionando della strutta mente.
         Voi troverete una donna piacente,
       di sì dolce intelletto
       che vi sarà diletto
       starle davanti ognora.
45     Anim', e tu l'adora
       sempre, nel su' valore.

Guido Cavalcanti

Ho voluto pubblicarla perchè sta suonando o la versione per chitarra e voce di Mario Castelnuovo-Tedesco. Molto bella.

Boa, multo boa VIIDAA!

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venerdì, 17 marzo 2006

I DISCORSI DEL GUFO SULLA MAGNOLIA (PARTE II)

TIPICHE CONCEZIONI ERRONEE : CONSIDERAZIONI DI MUSO KOKUSHI, MAESTRO ZEN

Ho trovato un passo interessante incluso in una raccolta di discorsi di Muso Kokushi, maestro buddhista giapponese del XIV secolo, titolato:tipiche concezioni erronee. Parla di Buddhismo, ma ci accorgeremo che, nella sostanza, parla di ogni faccenda umana Ve lo propongo:

"Vi sono numerose concezioni erronee comuni riguardo al buddhismo e ai suoi insegnamenti. Riassunte nel modo seguente, si ritrovano in continuazione ovunque si abbia avuto notizia del buddhismo:

1-La terra pura e quella contaminata, ovvero il paradiso e il mondo secolare, sono separati; illusione e illuminazione, persone comuni e saggi, non sono la stessa cosa.

2-Non vi è differenza tra saggi e persone comuni, nessuna distinzione tra puro e contaminato.

3-Nella dottrina buddhista vi sono distinzioni quali maggiore e minore, temporaneo e vero, essoterico e esoterico, meditazione studio dottrinario.

4-Le dottrine buddhiste sono totalmente uguali, nessuna è in alcun modo migliore di un'altra.

5-Ogni attivita e percezione è di per se buddhismo.

6-Il buddhismo esiste separatamente da ogni attività.

7-Tutte le cose esistono veramente.

8-Tutte le cose sono transitorie.

9-Tutte le cose o sono eterne o muoiono definitivamente.

10-Tutte le cose sono illuorie e vuote, o sono a metà fra esistenza e non esistenza.

11-Non vi è alcuna verità al di fuori della dottrina.

12-Al di fuori della dottrina vi è una verità migliore della dottrina.

Tutte queste affermazioni si possono ritrovare nelle opinioni buddhiste. Tutte sono opinioni parziali che vengono usate per scopi temporanei. Quando vengono considerate opinioni stabili o dogmi sacri, pertanto, si trasformano in concezioni erronee. Per capire il punto di vista Zen è necessario sospendere la fissazione su tali opinioni o l'oscillazione tra di esse." 

Molto interessante. Curioso pensare che moltissima gente segua dogmi di qualunque tipo e categoria (religioso, politico...)e si condizioni la vita, credendo di trovarsi nel giusto. Non c'e nulla di più pericoloso di chi si crede nel giusto, sorretto dalle sue "verità". Il passo da questi pensieri al fanatismo è assai breve. Anche tale comportamento ,ovvero il seguire dogmi e le degenerazioni più o meno gravi che tale condotta può avere, è riconducibile alla paura, il più umano e distruttivo dei senimenti. Spiegarne il perchè è futile.

La Via sarebbe quella, dunque, della Via di Mezzo tanto propugnata dal Buddha storico? Forse si. Ma questo, si potrebbe obiettare, rischia di portare a condurre una vita insipida. Non lo credo, vi dirò: quando una persona tiene la mente aperta ed elastica, la sua personailtà si rafforza e si arriscchisce, potenziandosi e colorandosi sempre di più in modo quasi zarathustriano. Come può una persona con una simile vita interiore condurre una vita insipida e indecisa? Approfondire tali cose sarebbe un' inutile rindondanza, e, inoltre, non è certo questo il luogo per farlo.

In ultima analisi, nulla è fatto per durare, e l'unica costante dell'universo è il cambiamento. Se non l'avete ancora fatto, fratelli e sorelle, pensateci. Si apriranno sconfinati orizzonti e profondità abissali, unite all'entusiasmo nel vedere quante porte non aspettano altro che d'essere aperte, quanti muri d'essere sfondati.

P.S.:pur sapendo che il passo di Kokushi era stato usato dall'antico maesrtro per spiegare altri scopi, mi difendo dicendo che, alla fine, nel tempo e nello spazio, parliamo tutti delle stesse cose e tutti i discorsi sono riconducibili a medesimi argomenti. (visto? avevo paura di essere frainteso...)

     

 

postato da: settesoli alle ore 18:59 | Permalink | commenti
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